Io non sono solo il mio CV

La vertiginosa evoluzione tecnologica che stiamo vivendo ha imposto un radicale cambiamento nei modelli di organizzazione aziendale ivi compresi quelli riguardanti la gestione delle risorse umane. Il processo di ricerca e selezione deve necessariamente rimanere al passo per adattarsi ai cambiamenti da una parte e per sfruttare le opportunità che questi offrono dall’altra. Il recruiting oggi non è più solo ricerca e selezione di una persona attraverso l’analisi di CV, telefonate, colloqui ma è anche ricerca e selezione di informazioni attraverso il web. Non sto cercando di giustificare il tempo trascorso su Facebook, ma ricordo la volta in cui mi imbattei in un curriculum fatto bene ma poco personalizzato. Nonostante questo mi rimase la curiosità di capire se il web proponesse dell’altro. Scoprii una persona che faceva del volontariato, che aveva l’hobby del teatro e che con degli amici aveva aperto una piccola palestra per i ragazzi del suo quartiere per toglierli dalle strade. Senza il “www” mi sarei persa tutta quell’intraprendenza e quella sensibilità. Negli anni quella persona è diventata il responsabile dell’intermediazione di un masterbroker assicurativo.

Oggi il recruiting deve necessariamente sondare la rete e i social: è importante non solo la presentazione che volontariamente si vuol dare di sé ma anche ogni altra informazione che internet può rivelare. Cari candidati, sfruttate le potenzialità della rete: siate presenti nel mercato virtuale ma siatelo nel modo giusto e ponete attenzione a ciò che internet rivela di voi!

Internet salverà le aziende virtuose

Digitale significa anche feedback: così come i candidati devono stare attenti alla propria “immagine sociale”, anche le aziende, per attrarre a sé i migliori talenti, dovranno coltivare la propria reputazione. Si valuterà la “bontà” di un’azienda non più solo in termini di solidità finanziaria e di capacità di pagare lo stipendio a fine mese ma anche su come l’organizzazione riesca a coniugare l’efficienza dei processi con l’incoraggiamento alla piena espressione delle capacità individuali, in termini di welfare dei propri collaboratori (e dei loro cari) e di creazione delle migliori condizioni per co-creare.

S.O.S. recruiters?

Nell’era dell’intelligenza artificiale si stanno sperimentando soluzioni che raccolgano e abbinino l’infinità di informazioni che il web propone su candidati e aziende. Un app sostituirà il recruiter? Non lo pensino affatto i miei venticinque lettori (per parafrasare il Manzoni)! La tecnologia faciliterà l’attività di scouting ma fintantoché sarà il lavoro a nobilitare l’uomo, sarà anche necessario comprendere la persona e le sue qualità umane, i suoi bisogni, le sue motivazioni, le sue potenzialità per poter valutare correttamente l’affinità di un candidato al ruolo. Quanto più il recruiter saprà sfruttare le possibilità che il digitale potrà offrirgli e tanto più il digitale sarà un valido strumento al servizio del suo fiuto e del suo intuito piuttosto che un pericolo da temere.