Camminare verso la consapevolezza

Qualche anno fa, girovagando tra gli scaffali di una libreria, fui attratta da un titolo tanto provocante quanto accattivante Pensa e arricchisci te stesso – un concetto scontato anche se profondo – mi dissi – poi, leggendo la prefazione, intesi il senso del libro e così, quasi per caso, iniziai il mio percorso di crescita personale.

La felicità non è gratis!

Perché tanta attenzione riguardo ad un tema che, secondo l’opinione di molti e (inizialmente anche mia) è un percorso inevitabile, quasi naturale? Con il tempo e sulla mia pelle ho capito che la strada che porta alla maturità e alla consapevolezza di sé, nasconde insidie e difficoltà che spesso non solo sono difficili da superare, ma prima ancora da individuare. Secondo uno dei principali esperti sullo sviluppo del potenziale umano Shawn Achor – buona parte della felicità di cui possiamo godere, risiede dentro di noi, ma non è gratis. Questo perché la crescita personale è un cammino attraverso il quale cerchiamo di essere più felici, cercando di realizzare desideri e progetti di ogni genere, in campo personale e professionale, ma questo cammino può essere tortuoso e spesso doloroso. È fondamentale trovare la giusta direzione, ma soprattutto la giusta motivazione, avendo piena fiducia in noi stessi prima ancora che nei nostri obiettivi. La mancanza di fiducia in sé stessi intralcia questo percorso, ma al tempo stesso ne costituisce il punto di partenza. In questo, l’autoanalisi e l’individuazione dei propri punti di forza e di tutte quelle qualità che potenzialmente possono far emergere il meglio di ognuno rappresentano un valido punto di partenza.

Fare dei nostri errori la nostra forza

Troppo spesso invece, perdiamo di vista le nostre potenzialità e ci concentriamo sui nostri insuccessi e sulle nostre debolezze, focalizzandoci sui fallimenti e trascurando invece i traguardi raggiunti. Questo è uno dei più grandi ostacoli alla crescita personale che difficilmente si riesce a superare spontaneamente e naturalmente. Non ci hanno abituati a valutare il lato positivo dei fallimenti, generalmente siamo poco inclini a riconoscere che non c’è niente di male nel fallire, al contrario, se siamo capaci di rialzarci e di analizzare quanto successo, è un’ottima occasione per migliorare.

Se il cambiamento è parte dell’esistenza, la crescita personale è una scelta 

Occupandomi di orientamento e ricollocamento professionale, spesso ho incontrato persone schiacciate dal fallimento di un progetto lavorativo, altre che attribuivano colpe di un insuccesso ai propri superiori o peggio ancora ad entità astratte, l’Azienda, il Sistema, la crisi….altre infine che pur trovandosi spesso nella stessa condizione non contemplavano, nemmeno lontanamente, la possibilità di cambiare atteggiamento, non cercavano mai di capire se e cosa avessero sbagliato loro, non avevano imparato nulla dai loro errori. Non si analizzavano e non avevano nessuna intenzione di riportare su sé stessi la responsabilità della propria vita. Faticavo a trasmettere loro l’importanza del cambiamento, del superamento, del miglioramento.  Cercavo di fargli capire che l’accettazione dei propri limiti è un passaggio obbligato verso la consapevolezza di sé; definire obiettivi concreti e realizzabili aiuta a portar fuori dal famoso cassetto solo i sogni veramente importanti, quelli per cui riteniamo che valga la pena rischiare.

La conoscenza di sé

Sono questi i concetti che portano alla definizione del primo caposaldo della Crescita Personale: Chi desidera cambiare davvero dovrà fare un’esperienza diretta dentro di sé. Conoscere sé stessi è il punto di partenza, ma anche il principale punto di svolta. Acquisire conoscenza di sé, corrisponde ad acquisire potere sulla determinazione della propria vita, sulla comprensione del perché alcuni blocchi mentali ci impediscono di agire e scegliere, di amplificare gli atteggiamenti che produrranno positività ed infine di definire il proprio personale percorso che ci porterà dalla riflessione all’azione. Cambiare quando le cose vanno bene è un’opportunità, ma cambiare quando le cose vanno male è una necessità.