L’importanza delle soft skills nella selezione

Domenico qual è il target per questa ricerca secondo te? – fu questo il quesito che un cliente mi pose al nostro primissimo incontro – mah, dottoressa dipende da… – feci io tentennando – nessun target! – rispose in maniera decisa il nostro Direttore che, con grande esperienza, salvò me da una sconfitta certa ancor prima che la partita avesse inizio. Il cliente sorridendo confermò – Esatto, proprio così! 

È realmente necessario, all’interno dell’iter selettivo fissare dei requisiti senza i quali le risorse saranno automaticamente escluse? È necessario in qualsiasi settore e tipo di ricerca? Viviamo in un contesto lavorativo tanto dinamico quanto difficile. Turn over elevatissimo, insoddisfazione perenne, mansioni prima sconosciute ora di assoluta importanza. Cosa fa la differenza tra una risorsa ed un’altra? Il titolo di studio, l’esperienza, l’abilità tecnica? Oppure la capacità di sapersi adattare o di sapersi relazionare con altri individui?

Facciamo chiarezza

Nell’ambito HR si parla spesso di competenze, distinguiamole quindi in due macro-aree:

  • Competenze tecniche
  • Competenze trasversali

Le prime sono quelle competenze che permettono lo svolgimento di una determinata mansione con assoluta padronanza dei mezzi tecnici a essa relativa, acquisite con abilità e lunga pratica. Le cosiddette Hard Skills.

Le seconde sono quelle competenze frutto di una naturale predisposizione, oppure frutto di esperienze personali e/o professionali che, col tempo, andiamo ad immagazzinare nel nostro bagaglio personale. Queste ci permetteranno di avere successo non solo grazie alla nostra abilità tecnica, ma grazie soprattutto al modo in cui prenderemo decisioni, gestiremo situazioni e risolveremo problemi. Le cosiddette Soft Skills.

Le Soft Skills come strumenti indispensabili

Tra le soft skills fondamentali in ambito lavorativo annoveriamo quelle

  • Cognitive: abilità relative al nostro modo di ragionare
  • Socio-emotive: abilità legate al modo con cui gestiamo le nostre emozioni e con cui instauriamo, gestiamo e manteniamo le relazioni interpersonali
  • Realizzative: la capacità di tradurre in azione ciò che pensiamo
  • Manageriali: competenze chiave per essere un buon leader. Tra le tante, la capacità di comunicare, saper ascoltare e saper motivare.

Pare chiaro quindi, che in ambito lavorativo sono queste le abilità che porteranno un ottimo operaio ad essere un responsabile di produzione, oppure un bravo cameriere ad essere maître e perché no, un buon capo ad essere un esempio da seguire. Cari colleghi… selezioniamo persone, non macchine!

"La mia esperienza m'insegna che la mente umana è così potente che in un tempo relativamente breve è possibile insegnare a chiunque a svolgere qualsiasi tipo di lavoro esistente al mondo, mentre servono anni per sradicare alcune pessime abitudini e caratteristiche personali, come mentire o mancare di rispetto agli altri, che guastano un lavoratore molto più della mancanza di capacità tecniche"

Michael Roach, Il tagliatore di diamanti