La formula per l’incastro perfetto

Qualche giorno fa ero in azienda da un potenziale cliente. Era la prima volto che lo incontravo e come ogni appuntamento commerciale che si rispetti la prima cosa che abbiamo fatto è stata scambiarci i biglietti da visita. Sul mio c’è scritto Antonella Romano Consulente HR Mistertemp’. Osservo il mio interlocutore mentre esamina con curiosità il bigliettino, lo guarda, lo rigira, si siede, mi guarda e mi chiede: che cosa vuol dire Consulente HR? Ottima domanda – gli dico – e mentre glielo dico mi rendo conto che ho pochissimo tempo per rendere più semplice e chiaro possibile un ruolo che io per prima reputo essere tutto fuorché semplice.

Un ruolo a 360 gradi

Per come lo intendiamo all’interno della nostra azienda, l’account o consulente – che dir si voglia – svolge un’attività a 360 gradi, è la persona che riveste il ruolo di intermediario tra la domanda e l’offerta di lavoro. È responsabile di tutto il processo, dalla ricerca delle opportunità fino all’inserimento e alla gestione del candidato nel nuovo contesto lavorativo.

Il ruolo di account prevede innanzitutto una conoscenza molto approfondita del proprio territorio e del tessuto economico-imprenditoriale che su di esso si sviluppa. Deve essere una persona dinamica, attenta, curiosa di tutto quello che succede intorno a sé, per questo motivo passiamo moltissimo tempo fuori dal nostro ufficio. Le cose succedono al di là dello schermo di un computer e delle quattro mura. Le cose succedono nelle aziende, nelle scuole, nelle associazioni e per questo motivo l’account intesse una rete di relazioni che rappresenta il proprio network di riferimento. Più il suo network è di valore, più avrà la possibilità di innescare delle dinamiche positive di cui potranno beneficiare le aziende e i candidati che segue.

Gestire il cambiamento

Da lato del candidato il discorso è altrettanto impegnativo. Data la natura del nostro lavoro, tutte le persone che seguiamo sono in una fase molto delicata del proprio percorso professionale. Tutti i candidati, quali che siano le motivazioni che li portano a valutare nuove opportunità lavorative, devono confrontarsi con il cambiamento. Ogni persona lo vive in maniera diversa e per quanto si possa essere predisposti positivamente nei suoi confronti, è sempre un momento che richiede un’attenzione particolare. Da questo punto di vista il consulente oltre ad avere la capacità di inquadrare la professionalità del candidato dentro il contesto economico di riferimento, deve esercitare tutta una serie di competenze orientate alla persona. Bisogna sapere ascoltare innanzitutto, decifrare le competenze, capire le attitudini, individuare i desideri e le aspirazioni. Occorre essere concreti e bisogna avere la capacità di ragionare insieme al candidato, non al suo posto. Bisogna essere nello stesso momento ottimi negoziatori, saggi, previdenti e visionari.

Sono convinta che non esista il candidato perfetto in assoluto, ma esiste il candidato giusto per una certa azienda in un determinato momento.

Ogni pezzo ha il suo posto!

Fin da bambina – dissi al mio cliente – ho sempre avuto la passione per i puzzle! Ne facevo di ogni tipo, l’importante è che ci fossero molti pezzi da incastrare. Era un gioco che mi appassionava tantissimo, ero capace di passarci pomeriggi interi. Avevo un mio metodo e utilizzavo sempre lo stesso. Prima osservavo attentamente l’immagine che dovevo andare a comporre, la guardavo da diverse angolazioni, cercando di coglierne ogni sfumatura. Poi tiravo fuori tutti i pezzetti del puzzle, tutti insieme un po' alla rinfusa, senza un ordine apparente. A quel punto iniziavo a guardarli con attenzione, li toccavo, ne apprezzavo i contorni e iniziavo a separarli. In quest’operazione c’era una parte razionale che distingueva le forme, i colori, le dimensioni e una parte istintiva che sottendeva a tutte le operazioni. Infine, iniziavo a disporli sul quadrante uno dietro l’altro con tenacia, perseveranza, cambiando quando mi rendevo conto di aver sbagliato incastro, rielaborando la mia strategia continuamente fino a quando ogni pezzettino era stato messo nel posto giusto e quello che veniva fuori era l’immagine perfetta che avevo visto all’inizio.

Ecco cosa vuol dire per me essere un consulente HR, individuare l’incastro perfetto tra l’esigenza dell’azienda e quella del candidato. Poiché per ognuno esiste il posto perfetto. Il mio compito è quello di trovarlo.