Porta sempre con te un paio di scarpe da ginnastica per il tuo colloquio di lavoro

Jogging, tennis o yoga?

Immagina di ricevere un invito per un colloquio di lavoro, il lavoro che hai sempre sognato. Ti rechi in ufficio il giorno dell’appuntamento per incontrare il recruiter e ovviamente ti sei vestito in modo professionale per impressionarlo. Ti sei anche ben preparato a rispondere alle domande cruciali del colloquio, ma quando arrivi a destinazione le cose prendono una piega inaspettata. Il selezionatore decide di chiederti di fare jogging con lui, oppure giocare una partita di tennis o di prendere parte ad una lezione di yoga. Probabilmente ti chiederai – perché questa persona vuole che io viva questa situazione? Non voglio mica diventare un personal trainer, sono venuto per fare l’agente di vendita! La risposta è che oggi sempre più aziende iniziano ad utilizzare colloqui di lavoro non convenzionali e situazioni apparentemente paradossali come quelle sopra descritte.

Il perché?

Lo scopo di queste interviste è quello di vedere e capire come il candidato risponde alle situazioni inaspettate.
Osservare qualcuno al di fuori della propria zona di comfort e valutarne le reazioni di fronte alle sfide consente di avere una maggiore comprensione di come egli si comporterà ad esempio durante una giornata di lavoro molto impegnativa e stressante. Si può imparare molto da queste situazioni, spessissimo si ottengono informazioni e feedback che non si riuscirebbero a cogliere una volta immersi in un ambiente formale e routinario. Ovviamente nessun candidato dovrebbe vivere questo tipo di esperienza come un obbligo, ma farlo darà dimostrazione di quanto si sia realmente pronti a mettersi in gioco e capaci di gestire incertezze e situazioni inaspettate. Oltre a questo, il candidato avrà l’occasione di divertirsi e allo stesso tempo di mostrare entusiasmo e motivazione verso il lavoro per cui si è proposto. Infatti, mettendosi in gioco e completando il compito “non convenzionale” che gli è stato richiesto, rivelerà al selezionatore una parte di sé che altrimenti non sarebbe emersa.

Dimmi che gioco fai e ti dirò chi sei…

Quindi, la cosa migliore che puoi fare in questi casi, anche se provi un iniziale momento di panico, è mostrare di essere in grado di seguire gli eventi senza irrigidirti. Prova a divertirti con la richiesta fuori dagli schemi e se ci riesci…sorridi di te stesso senza smettere mai di metterti in discussione. Sii te stesso e segui il tuo istinto perché le aziende, per poter scegliere il miglior candidato, hanno bisogno di conoscerti per quello che sei, per il tuo potenziale, per i tuoi punti di forza ma anche per le debolezze che diventeranno, all’interno di un percorso di sviluppo professionale le aree di miglioramento. E mi raccomando non demoralizzarti se non sei un corridore provetto o se non sai tenere in mano una racchetta… fai sempre del tuo meglio e avrai sfruttato al massimo la tua opportunità: sei molto di più del tuo futuro ruolo professionale.

“Volevo un finale perfetto. Ora ho imparato nel modo più duro che alcune poesie non hanno rime, e alcune storie non hanno un inizio, un centro e un finale chiaro. La vita riguarda il non sapere, il dover cambiare, vivere il momento e prenderne il meglio, senza sapere cosa succederà dopo.”

Gilda Radner