Cercare lavoro richiede molte energie

Iniziamo dal principio. Cercare lavoro è un lavoro e chi vi dice il contrario, sta mentendo!

Nonostante i dati dell’ultimo periodo indichino, rispetto a qualche mese fa, una lieve ripresa della nostra economia, non c’è da illudersi. Trovare un lavoro oggi è un’attività che richiede impegno, costanza, preparazione e molta, molta determinazione.

Incrociare la domanda e l’offerta di lavoro è quello che si cerca di fare quotidianamente, si potrebbero presentare un’infinità di casistiche su tutto quello che solitamente succede e di cui in molti si lamentano quando sono coinvolti nella ricerca di un lavoro: aziende che millantano centinaia di assunzioni nei più svariati ruoli e che poi non assumono nessuno; candidature che finiscono nell’etere senza mai ricevere un riscontro, per non parlare poi del marketing multilevel che è sempre acquattato dietro l’angolo e promette guadagni immediati… Se siete alla ricerca di un lavoro, tutto questo lo sapete già. Probabilmente se siete arrivati a leggere questo blog è perché state cercando qualcosa che possa fare la differenza nella vostra situazione. E allora proviamo ad andare in questa direzione…

Dimmi quanti curriculum hai e ti dirò chi sei…

Quanti curriculum avete? Si avete letto bene! La domanda non è se avete fatto un curriculum, ma quanti ne avete fatti: 1,2,3, quanti? Ognuno di noi, nel corso della sua esperienza lavorativa, a prescindere dal numero di aziende in cui ha lavorato e dalla tipologia di mansioni che ha svolto, ha imparato a fare tutta una serie di attività. Se proviamo a pensare alla nostra figura professionale però, solitamente, siamo abituati a pensarla come ad un “pezzo” la consideriamo quasi come un “blocco”  a sé stante, collegato certo con le altre funzioni aziendali, ma al suo interno dotata di un’unità intrinseca che non sempre viene automatico tradurre in un elenco di mansioni.

Solo raramente, quando siamo portati a rifletterci su, riusciamo a scomporre quel blocco unitario e a definire tutte le attività che fanno parte del nostro ruolo. Se provassimo a costruire un elenco di tutti i compiti che abbiamo svolto quotidianamente nel corso della nostra carriera professionale, raggiungeremmo il risultato di rendere esplicite tutta una serie di attività che esistono nella nostra percezione, ma sono invece pressoché inesistenti in quella di chi legge il nostro cv che spesso non ci ha nemmeno mai visti.

Questo è un primo passo importante, che ci consente di ampliare e spesso di molto, la possibilità di essere intercettati dai recruiter.

Question Key o keyword?

Per un recruiter la fase di screening dei cv è uno dei primi passi nella gestione di una selezione. Soprattutto su alcune application i recruiter ricevono giornalmente una quantità impressionante di curriculum che devono valutare in un lasso di tempo che spesso è veramente molto breve. Tante volte lo screening viene fatto su una serie di parametri e di keyword, che permettono di estrapolare da un database i cv che ad una prima lettura, rispondono meglio di altri ai criteri di selezione.

Dove sta l’inghippo? L’inghippo sta nel fatto che spesso quando i candidati scrivono il proprio cv non tengono affatto conto di come saranno “cercati” dai recruiter.  Immaginate cosa succederebbe se il vostro cv contenesse sempre le famose keyword di cui i recruiter sono alla ricerca nella fase di screening. Il vostro telefono prenderebbe a squillare in continuazione!

Inutile barare!

Torniamo alla domanda iniziale. Quanti cv avete? La risposta giusta è “uno per ogni annuncio a cui rispondo”.  Quello che differenzia i candidati, spesso anche a parità di requisiti, è la migliore capacità di alcuni di saper raccontare e valorizzare le competenze maturate durante il proprio percorso. È fondamentale porre attenzione a questo aspetto anche nell’elaborazione del proprio cv, perché è questo un passaggio propedeutico al colloquio. Senza un buon cv, aderente a quelle che sono le caratteristiche della posizione per cui ci si presenta, è inutile sperare in un colloquio.

Chiariamoci immediatamente e questo è un punto fondamentale:  sulle competenze non si bara! Qui, non si tratta di mentire o far credere di saper fare cose di cui non si ha padronanza. Si tratta invece di imparare a valorizzare le competenze che abbiamo maturato, cercando di mettere in evidenza le corrispondenze tra le cose che sappiamo fare e che non sempre possono essere tutte racchiuse in un job title e quello che viene richiesto da una specifica selezione.

Imparare a “costruire” un cv che abbia un buona aderenza alle caratteristiche richieste dalla posizione a cui siamo interessati è il primo fondamentale passo verso il successo del processo di selezione.

E come diceva qualcuno, anche un viaggio di mille miglia inizia con un primo passo…